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The Logbook Method®

The Logbook

C’erano una volta i business plan, esercizi lessicali nei quali si raccontavano storie di coraggio e buona volontà supportate da alcune operazioni di matematica impostate in modo da far sì che la storia avesse, in ogni caso, un lieto fine.
Sapete perché gli indici dei business plan sono tutti eguali? Qualcuno, molti anni fa, stilò un’ipotesi per rendere il racconto più agevole, e da allora tutti lo hanno utilizzato senza chiedersi mai il perché di quella impostazione. L’importante è sempre stato dire un po’ di tutto, senza in realtà spiegare nulla fino in fondo.
Prima di iniziare a scrivere un business plan occorre chiedersi se serve e a chi serve. Negli scorsi anni, con il diffondersi di quella che viene definita la “finanza agevolata”, il bp ha subìto una trasformazione genetica. Da documento essenziale per il fundrising è diventato un allegato dalle finalità meramente descrittive sottoposto a valutazioni concentrate su aspetti formali.
La crescente attenzione al mondo delle start-up ed al ciclo di vita che induce un’idea a diventare impresa ha portato a rivedere non solo l’indice del business plan, ma la sua funzione.
WIDE, impegnata da oltre cinque anni nella ricerca di nuove forme di valutazione ed accompagnamento alla creazione di nuove iniziative, alla progettazione di servizi rivolti alla collettività ed alla condivisione di asset, ha sperimentato che l’importanza data al business plan è eccessiva e vengono talvolta trascurate le fasi seguenti. Per questo ritiene che qualunque buona idea debba essere trascritta in un diario di bordo, nel quale lasciar traccia di ciò che si è raccolto, delle prime elaborazioni e di tutto ciò ritenuto necessario ai fini del viaggio.
Per descrivere un’idea e valutarne la concreta fattibilità sono sufficienti pochi concetti, indicativi dei punti chiave che possono inizialmente trovare spazio anche su una semplice tovaglietta (30×40) da pub, lungo il percorso, occorre però accuratamente compilare il diario di bordo, strumento indispensabile per capitalizzare l’avanzamento del viaggio ed andare sempre più spediti, rivedere la rotta in caso di calma piatta o tempesta, far tesoro degli errori commessi.

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*Nella descrizione viene utilizzato in genere il singolare: per “proponente” si intende colui che ha un idea e intende tradurla in un progetto. Se a lavorarci sono più proponenti, le domande devono intendersi rivolte a ciascuno di loro. Per progetto, iniziativa, percorso, viaggio si intende la medesima cosa: il programma di investimenti da definire e proporre ad un investitore e/o ad un partner.
I titoli sono quasi tutti in inglese, le descrizioni sono invece in italiano, ciò è dovuto al fatto che la mappa  è stata redatta esclusivamente in inglese, ma per identificare i concetti è stato necessario richiamare gli stessi nomi.

Free Acute Question

Cosa c’entra questo disegno con la nostra necessità di raccogliere fondi? Se confondi una mappa per il visual thinking con un disegno partiamo male, molto male.

La mappa è divisa in tre aree in cui vedo una piscina, un lago, il mare aperto. Il metodo di analisi ha a che fare con il mare? Si, secondo noi per far emergere le questioni chiave e raccoglierle in poche, utili, informazioni occorre dividere il ragionamento in tre momenti distinti in base alla qualità delle informazioni disponibili ed al grado di complessità delle valutazioni.
La piscina è il laboratorio? No, è la scrivania, il tavolo sul quale si affrontano gli argomenti. Intorno ad un tavolo, in particolare se ben ordinato, può succedere poco, ma è possibile capire il materiale di cui si dispone, metterlo in ordine e verificarne la veridicità e l’accuratezza.
Cosa si fa nella piscina? Non puoi annegare, né ti puoi perdere, puoi solo trovare il modo di spiegare qualcosa di te, dell’idea, di quello credi possa occorrere.
Nel laghetto ci sono le boe, si inizia la gara? No, quelle sono prove, la gara non inizia, in quanto secondo noi l’attività di un’impresa non è necessariamente una gara contro qualcuno o qualcosa, ma una prova soprattutto verso se stessi. I progetti che vanno a buon fine non vedono quasi mai la sconfitta di un concorrente, ma la crescita dei proponenti che passa da una condizione teorica e sperimentale alla vita vera.
Ho capito, uscendo dal lago si entra nel mare aperto e lì iniziano gli imprevisti. Qual è il senso del surf, perché diventa windsurf e poi barca? Gli strumenti semplici consentono di verificare prima e meglio le conoscenze di base. Andare sul surf e sul windsurf è più difficile che andare in barca, con un barca grande sono tutti più o meno bravi a partire. I problemi arrivano quando sei in mare aperto, e lì è tardi per scoprire che non sai riconoscere i venti ed assecondare il movimento delle onde.
Hai un’ultima domanda, poi dobbiamo iniziare a lavorare.
Il diario di bordo a cosa serve? E’ un business plan fatto dopo, quando tutto è già accaduto?
No, a nostro avviso il business plan non si ultima mai, è un documento che dovrebbe contenere tutte le informazioni impiegate prima di partire, quelle raccolte nel corso della progettazione e sperimentazione, ma soprattutto ciò che accade una volta iniziato il viaggio.
Cosa significa start stright? E’ il verbo che indica meglio il risultato della nostra sperimentazione. Rappresenta la necessità di iniziare a camminare prima di decollare, se riesci ad andare dritto (non in alto) è già molto. Se poi sarai in grado di volare, te ne accorgerai da solo, quando ormai guarderai tutto ciò dall’alto.

Per ora sei qui, ed hai intanto finito le domande 😉

 

Le tre fasi del progetto

A. Parliamone… (in piscina)

In piscina, avviene uno scambio di informazioni finalizzato a verificare le ragioni alla base dell’iniziativa, l’adeguatezza delle sue competenze e dell’esperienza maturata, il livello di consapevolezza da parte del proponente di ciò che occorre per avviare il progetto e riassumere ciò di cui si dispone e cosa occorre procurarsi. In questa fase si creano i presupposti per motivare le scelte strategiche e le previsioni economico finanziarie, consentendo in qualunque momento un aggiornamento delle assumption e di tutte le variabili chiave. Nella swimming pool si segue un percorso logico nel quale far emergere tutti aspetti decisivi all’avvio dell’iniziativa, “flaggarli” e considerarli tra le variabili delle previsioni economico finanziarie. La discussione desk deve infatti servire per conformare il business plan sulla base delle specifiche caratteristiche, tutte evidentemente diverse da caso a caso, o produrre modelli di calcolo costruiti ad hoc per l’iniziativa che consentono di monitorare il timetable ed il raggiungimento dei milestone in corso d’opera.

B. …Verifica se sei pronto… (nel lago)

Nel lago, si fanno le prove, si testano le informazioni, si verifica il grado di conoscenza di ciò di cui si parla e l’attendibilità delle fonti. La qualità del gruppo di lavoro, l’impegno di partner affidabili e la sostenibilità delle previsioni economico finanziarie sono elementi chiave sui quali si gioca la reputazione di tutti, ed è per questo che prima di iniziare veramente la sfida occorre rivedere le assumptions alla luce di dati qualificati. Nel lago, si simula l’investimento, si verificano i tempi effettivi e non teorici di completamento delle fasi di implementazione del progetto.

C. …Il viaggio inizia (nel mare aperto)

Quando sei in mare aperto, non c’è più tempo per riflettere, devi solo mettere a frutto le tue competenze, le tue esperienze ed affrontare il viaggio contando con tutto ciò che ha saputo ottenere nelle precedenti fasi. Chiedere aiuto in corso d’opera è quanti di più deleterio possa accadere a te ed al tuo progetto, è la conferma di aver commesso uno o più errori, aspetto che rende, te ed il tuo progetto definitivamente poco attrattivi. L’idea di creare una condizione sperimentale, definita Start stright ed il rilievo dato ai Converter, organismi esperti disponibili ad assistere alle prime fasi di sviluppo di un progetto nasce proprio dalla consapevolezza che una volta iniziato il viaggio, lasciati definitivamente gli ormeggi, non è possibile ripensare alle assumptions, tantomeno rivedere la struttura alla quale ci si è affidati.