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Struttura dell’operazione

Il modello di funzionamento di un SIB prevede la presenza di cinque player:

  1. Pubblica Amministrazione responsabile del servizio (Committente, PA);
  2. Organismo erogatore del servizio (Esecutore, Service provider);
  3. Investitori;
  4. Intermediario specializzato;
  5. Analista indipendente (Advisor) che misura la performance e certifica il risultato finale (Impact).

L’operazione si basa sul principio “Pay for success” (PfS) o “Pay for results” (PfR), in base al quale il pagamento da parte della Pubblica amministrazione avviene solo se il Service provider dimostra, con il sistema di misurazione previsto nel contratto e certificato dall’Advisor, di aver realizzato il risultato previsto.

La precisa struttura del contratto e la preventiva definizione di obbligazioni chiare, certe e misurabili consente di attrarre investitori esterni, interessati in sostanza a “scommettere” sul risultato in cambio di un ritorno finanziario più elevato rispetto ad un impiego con un minor tasso rischio. Oltre al riconoscimento agli investitori per l’impiego di capitale di rischio, è possibile prevedere anche un incentivo di natura economica agli Esecutori i quali possono ottenere un profitto aggiuntivo in presenza di risultati migliori rispetto a quelli fin qui registrati. Il modello prevede, inoltre, un ulteriore vantaggio: la possibilità di vedersi riconosciuto in termini reputazionali e dunque potenzialmente di rating un giudizio spendibile nell’aggiudicazione di altri servizi.

L’ambito di applicazione dl SIB è molto ampio, tuttavia i migliori risultati si sono ottenuti nell’ambito di progetti sperimentali finalizzati ad introdurre meccanismi in grado di prevenire una domanda di servizi sociali più complessi ed onerosi e verificare gli effetti dell’adozione di nuove soluzioni nell’espletamento di servizi per i quali siano potenzialmente erogabili con modalità innovative.

 

Il tema della sperimentazione, appare andare in contraddizione con la necessità di disporre di dati certi da impiegare come base di riferimento per la misurazione dei risultati, tale contraddizione è solo apparente in quanto il costo delle prestazioni erogate, in assenza di interventi correttivi, e ben noto agli uffici preposti della Pubblica Amministrazione, per cui tutto ciò che interviene come “sbarramento a monte o riduzione potenziale” dell’affluenza di nuovi destinatari di supporto presenta vantaggi certi sui budget complessivi previsti per i servizi da erogare. I servizi che possono beneficiare di questa nuova forma di finanziamento sono, in particolare, quelli che si prestano a sperimentazioni ed innovazioni di processo. Elementi che incidono sui criteri di affidamento, potendo gli stessi richiedere un background specifico e quindi premiando la capacità competitiva degli operatori presenti sul mercato ponendo in secondo piano la propensione compressione dei costi. L’innalzamento della qualità della progettazione e la disponibilità ad adottare forme di finanziamento al tempo stesso più rischiose e remunerative è un fattore premiante che porta di per sé benefici al sistema dell’offerta di servizi sociali.

 

La progettazione di un’operazione è affidata ad un intermediario che si occupa di verificare la sussistenza delle condizioni oggettive e soggettive, e di rappresentare alla committenza i vantaggi della sperimentazione, facilitando il processo decisionale con la predisposizione di un accordo preliminare, essenziale per far sì che gli uffici preposti possano dar corso alla valutazione di merito ed eventualmente provvedere agli atti amministrativi propedeutici all’eventuale formalizzazione. La necessità di porre in essere atti preliminari, ma vincolanti per la PA, risponde all’esigenza dell’intermediario di avviare il reperimento dei fondi su basi prestabilite ancorché tecnicamente modificabili. L’attività di reperimento di fondi richiede un processo di formalizzazione dal basso che partendo da un’operazione potenzialmente eseguibile viene portata alla valutazione degli investitori che, in base alla credibilità (rating qualitativo delle prestazioni erogate) degli operatori coinvolti ed alla solidità delle valutazioni a corredo della proposta, deliberano l’investimento.

Una volta deliberato l’investimento, si può procedere con la stipula del contratto tra la PA e l’intermediario che rifletterà, con un maggior livello di dettaglio, quanto previsto nell’accordo preliminare, ovvero: il pagamento da parte della PA a seguito del dimostrato raggiungimento dei risultati prefissati ed opportunamente certificati dall’advisor. La certificazione dell’efficacia delle prestazioni, e dunque dell’ottenimento dell’impatto equivale al collaudo finale, nel PPP o al verificarsi dell’evento sottostante nel caso dei derivati. Per questo motivo l’attività di verifica viene affidata ad un soggetto qualificato che, in collaborazione con le parti, individua il sistema di misurazione (metriche), definisce le procedure e redige i report intermedi e finali indicando l’entità del beneficio ottenuto. Tale certificazione costituisce l’autorizzazione per il riconoscimento dei bonus al Service provider, se previsti nel contratto e la restituzione del capitale agli Investitori.

L’Investitore rischia dunque di perdere in tutto o in parte in capitare investito, qualora l’Impatto non venga rilevato, il Service provider non sottoscrive alcun impegno di risultato, per cui non è esposto ad un maggior costo rispetto a quanto preventivato e le prestazioni erogate verranno riconosciute in ogni caso dall’investimento iniziale. Può tuttavia ottenere una remunerazione incrementale, subordinata all’ottenimento dei risultati attesi. Grazie alla immediata disponibilità finanziaria, il Service provider non deve coprire il capitale circolante ed altri fabbisogni di liquidità e quindi può contare su un ciclo finanziario certo che consente l’ottimizzazione degli approvvigionamenti e l’efficientamento di tutti i fattori produttivi primari.