Home Archivio Nuove opportunità di accesso al credito per le imprese culturali

Nuove opportunità di accesso al credito per le imprese culturali

878
SHARE
Raccolta richieste di finanziamento per stimolare l'utilizzo del fondo di garanzia

La Commissione europea e il Fondo europeo per gli investimenti (FEI) hanno lanciato una nuova iniziativa per facilitare l’accesso al credito delle PMI operanti nei settori culturale e creativo. La dotazione è di 121 milioni di euro, da investire, entro il 2020, in un innovativo strumento finanziario con il quale, grazie all’effetto leva generato, si potranno erogare finanziamenti per oltre 600 milioni di euro.

La Commissione europea e il Fondo Europeo per gli Investimenti hanno dunque creato uno strumento dedicato, finalizzato ad arginare il gap tra la domanda di finanziamenti e l’offerta da parte del sistema bancario. La richiesta al FEI non può, però, essere inoltrata da imprese singole, ma solo da istituti bancari e confidi interessati a finanziarie le imprese del settore, le quali possono beneficiare di una garanzia aggiuntiva a quella che ciascun operatore è in grado di offrire.

Quali sono i vantaggi dello strumento?

Il FEI garantisce fino al 70% delle perdite finali di ciascun prestito, con un tetto massimo di copertura del 25% del portafogli. In pratica, se il settore fa registrare picchi di prime perdite inferiori al 20%, la banca risulta adeguatamente coperta a livello di portafoglio e non rischia più del 30% di ogni singola erogazione.

Oltre a fornire una garanzia di natura finanziaria, il FEI offre anche una formazione specifica alla valutazione del rischio di credito di imprese che operano nel settore, colmando il “lack of credit history” ed intervenendo sulle “banking policy”[i] che caratterizzano la maggior parte degli operatori finanziari europei. Attualmente solo pochissimi intermediari finanziari europei hanno la perizia interna per valutare il rischio associato a questo settore e le sue caratteristiche specifiche.

Quanti fondi sono stati attivati?

Il primo fondo di 100 milioni è stato avviato dalla Compañía Española de Reafianzamiento (CERSA), un’istituzione collegata al ministero spagnolo dell’Economia, Industria e Competitività che ha firmato il 23 gennaio scorso l’accordo per l’utilizzo del nuovo strumento di garanzia. Il secondo agreement è stato firmato con Bpifrance il 1° febbraio e dovrebbe sviluppare un portafoglio di circa 30 milioni di euro di finanziamenti interamente dedicati al settore culturale e creativo.

In Italia non è ancora attivo alcun operatore bancario.

Perché le banche e i confidi sono restii ad aderire a questo strumento?

Probabilmente perché è il settore nel suo insieme che viene visto con scetticismo dal sistema finanziario, nonostante i dati dicano che la cultura e l’economia creativa occupano più di 7 milioni di persone nell’UE e, insieme, rappresentano il 4,2% del PIL dell’UE, facendo da traino anche ad altri comparti economici come il turismo. Ma non solo, l’economia creativa ispira nuove tecnologie abilitanti e servizi digitali, stimola diverse forme di istruzione, promuove l’inclusione e l’innovazione sociale.

Le peculiarità gestionali e le modalità di produzione dei ricavi, creano tuttavia una sorta di barriera all’accesso al credito, in quanto la cultura è spesso percepita come un’attività che ha una scarsa propensione alla generazione di profitti e dunque fa strutturalmente fatica a sostenere piani di rimborso più ambiziosi. Le analisi superficiali trascurano però che si tratta, in molti casi, di operatori con tradizioni ultradecennali, con importanti reputazioni costruite con track record dimostrabili e, nei casi dei proprietari di teatri, di soggetti altamente patrimonializzati.

Dal punto di vista reddituale, gli operatori che investono in produzioni artistiche sono potenzialmente capaci di far registrare performance economiche ben superiori ai risultati registrati in molti business tradizionali. Dato, tra l‘altro, dimostrato dal margine di profitto medio del comparto che in Europa è del 9%.

A tre anni dalla chiusura dello sportello…

…nessun operatore bancario o organismo di garanzia vigilato ha ancora attivato questo strumento. La Fondazione WIDE per l’economia creativa ha inteso promuovere questa opportunità presso il sistema bancario e dei confidi, identificando sia forme di garanzie aggiuntive come i diritti sulle produzioni artistiche, sia verificando la possibilità di canalizzare flussi di cassa al servizio di finanziamenti destinati ad aumentare la quantità di “alzate di sipario”.

Per dare un concreto impulso alla proposta, la Fondazione ha avviato la raccolta di istanze da parte di operatori del settore al fine di fornire un dato attendibile sulla effettiva domanda potenziale di finanziamenti nel settore.

Per contatti:

Tel. 081 19573301 (dalle 10 alle 15)

hello@economiacreativa.it

 

Fonti e link utili

Comunicato stampa

Desk Europa Creativa

Primo strumento lanciato in Europa

Metodologia per la valutazione ex ante

[i] Ex-ante assessment methodology for financial instruments in the 2014-2020 programming period General methodology covering all thematic objectives – Volume I – Page 49 Figure 6: Calculation of unsatisfied demand and estimation of the level of market failure

 

RICHIEDI INFORMAZIONI